Ricerca storica sul concetto di Robot

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




Quando ricerchiamo l’etimologia della parola robot apprendiamo che è una creazione del romanziere e autore drammatico Ceco Karel ČAPEK, dalla parola ceca robota «lavoro forzato», per definire i «lavoratori tecnici» nell’opera teatrale R.U.R. (Rossum’s Universal Robots, 1921). Ciononostante, non si dovrebbe pensare, dopo quanto detto, che il concetto di robot sia apparso nella mente umana nella stessa epoca della parola. Tramite alcuni riferimenti che noi possediamo su questo tema ecco uno dei più antichi menzionati nel libro di Robert Flacelière il cui titolo è: La vita quotidiana in Grecia nel secolo di Pericle,(1959) .

« Omero aveva già d’allora immaginato, nel mondo degli dei, dei meravigliosi “robots” fabbricati da Vulcano : dei treppiedi che “sulle loro ruote d’oro, entrano da soli a palazzo ove si radunano gli dei, poi ritornano da lui” e per di più due giovani ragazze che lui ha fabbricato, in oro, che lo servono e sostengono il suo cammino vacillante da zoppo; i mantici della sua fucina lavorano completamente da soli obbedendo ai suoi ordini*». Si può dunque dire che i Greci avevano previsto ciò che noi chiamiamo ora” l’automatizzazione”, come le ali di Icaro annunciavano da lontano l’aviazione, ma avevano a loro disposizione solo le braccia dei loro schiavi.”

* OMERO, Iliade, XVIII, v.373-377 ; v.417-421 ; v.469-473.







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