Analisi: Le grotte di acciaio di Isaac Asimov

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini







Il lettore tradizionale di Singularité (ma si può considerare tradizionale un individuo la cui attitudine principale consiste nell’essere aperto ad ogni nuova idea?) ha preso l’abitudine, in una certa misura, di leggere in questa rubrica l’analisi di un libro scientifico; una sola eccezione il numero 7.
Ma cosa succede adesso? Si trova affondato in piena fantascienza! Certamente, avvenne interiormente, Isaac Asimov non è il primo arrivato in questo campo, tuttavia il far figurare l’analisi del suo libro Le caverne di acciaio in questo numero quale interesse può rappresentare?
La risposta è in effetti assai semplice: la scienza non è costituita solamente di congetture che la riflessione trasforma in risultati attraverso dimostrazioni, una parte importante della sua struttura dipende dall’immaginazione. Solo quest’ultima è capace di creare un metodo efficace sul piano euristico che permette la risoluzione di un problema,il cui approccio diretto con un formalismo classico è impossibile.
Ma la fantascienza è un potente motore dell’immaginazione. È vero che questa immaginazione traboccante spesso sembra essere assolutamente delirante, tuttavia sarebbe un grave errore trasformarla così. Non darò che un semplice controesempio ( per non entrare in una polemica, che non ha più nulla di scientifico)all’opinione generalmente ammessa per ciò che concerne il valore della fantascienza.
È A. Clarke che ha introdotto per la prima volta nel pensiero umano la nozione di satellite geostazionario che lo si chiama anche, gentilmente, “angelo guardiano” ( perché solo alcuni sono adatti per controllare tutto lo spazio circum-terrestre). Questi satelliti in orbita a 36000 Km hanno la particolarità di girare intorno all’asse terrestre della Terra alla sua stessa velocità; la conseguenza principale di questa proprietà per un osservatore terrestre è di vederli immobili nel cielo.
Terminata questa giustificazione superficiale( per i puristi), ora possiamo procedere all’analisi propriamente detta.
Nonostante il romanzo poliziesco sia ben realizzato, e sia degno d’ interesse sul piano enigmatico, lo considero decisamente come assolutamente secondario di fronte alle idee di Asimov, di quest’uomo oggi di 71 anni, che lo si considera giustamente come il padre della filosofia che si occupa dei robot (è d’altronde lui che ha coniato il termine di robotica),e che ha toccato con le sue abili dita di scrittore molti dei problemi fondamentali dell’umanità.
Le caverne d’acciaio sono delle città sotterranee del futuro. Già i nostri centri commerciali attuali ci danno un’immagine molto reale di questa estrapolazione. Secondo la storia dell’autore la nozione di spazio funzionale è diventata fondamentale nella vita degli uomini del futuro; un futuro non così lontano anche se l’autore ci offre degli esempi toccanti di questa mentalità spinta fino ai suoi ultimi estremi.
La dipendenza degli uomini da una infrastruttura quasi planetaria estremamente complessa fa loro perdere ostentatamente ogni gusto per l’avventura spaziale. Hanno completamente perso il sentimento dei loro avi che hanno creato i mondi spaziali, sono giunti anche allo stadio di avere un complesso d’ inferiorità verso questi abitanti spaziali che sono di fatto i discendenti dei loro stessi avi.
“Questi avi avevano all’inizio raggiunto i Mondi Esterni, si erano agiatamente installati, e i loro discendenti avevano completamente proibito ogni immigrazione. Avevano, in qualche modo, messo in gabbia la terra e i loro cugini terrestri. La civiltà della terra aveva completato il lavoro imprigionando gli uomini all’interno delle città tramite una muraglia psicologica: la paura dei grandi spazi vuoti che li separavano dalle fattorie e dalle zone minerarie, dirette dai robot, sul loro stesso pianeta: anche di questo spazio , essi avevano paura!”
“Noi sociologi abbiamo raggiunto molte conclusioni sullo stato della situazione galattica. Da un lato, i Mondi Esterni, sotto popolati, super robotizzati, potenti, i cui abitanti godono di una perfetta salute e di una longevità estremamente inoltrata. Dall’altro lato, noi, sovra popolati, sotto sviluppati dal punto di vista tecnologico, precocemente deceduti, alla loro mercede. È una situazione particolarmente instabile”.
“Col tempo questa instabilità andrà ad accentuarsi. Il massimo del tempo di cui noi disponiamo prima del conflitto è alla meglio un secolo. Certamente, tutto ciò ci passerà vicino; noi non ci saremo più; i nostri figli, loro saranno appieno nel cuore dell’affare. Perché noi diventeremo forzatamente un pericolo troppo tangibile, affinché i Mondi Esterni ci lascino vivere”.
“Ci hanno relegato al di fuori della Galassia; trattano tutti i nostri affari commerciali esteri secondo le loro condizioni, ci impongono un sistema di governo, al posto di lasciarci fare a nostra discrezione, e per di più non hanno che disprezzo per noi”.
“Tutto ciò è esatto e uno schema emerge. Rivolta, da cui repressione, da cui ri-repressione. Nuova repressione, ecc., e nell’intervallo di un secolo, la terra non figurerà più fra i mondi abitati”.
Gli spaziali la cui durata di vita è considerevolmente aumentata sono essi stessi sempre più reticenti verso qualunque rischio che potrebbe mettere le loro preziose vite in pericolo.
La giunzione artificiale fra questi due generi l’umano e il robot. Questi robot mal accettati dai terrestri che hanno paura di essere rimpiazzati da questi “freddi meccanici” nella loro professione e utilizzati in abbondanza dagli Spaziali, sono strutturati a partire da 3 leggi della Robotica.

Prima legge: “ Un robot non può ferire un essere umano, e neppure rimanendo inerte, può lasciare quest’essere umano esposto al pericolo”.

Seconda legge: “Un robot deve obbedire agli ordini dati dagli esseri umani, salvo se tali ordini sono in contraddizione con la prima legge”.

Terza legge: “Un robot deve proteggere la sua esistenza nella misura in cui questa protezione non è in contraddizione con la Prima legge o la Seconda legge”.

Queste tre leggi basilari sono state enunciate per la prima volta da I. Asimov nei suoi libri I robot e sono stati studiate analiticamente nell’Avvento dei robot.

Ma questo è sufficiente! Ora lasciamo spazio alla lettura. Una ultima informazione tuttavia per i lettori che saranno entusiasti da questo libro. I libri: Davanti al fuoco del sole. I Robot dell’alba, I Robot e l’Impero (leggibili indipendentemente gli uni dagli altri) approfondiscono ognuno a suo turno in quest’ordine ben definito il tema del ruolo di Robot nella civilizzazione Umana.










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