Il sogno azzurro

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




-Perché tanto azzurro?
-Perché ne abbiano tutti gli uomini.
-E’ meglio così. Voglio anch’io un po’ d’azzurro.
Lucilla si china per racchiudere fra le mani un po’ di mare, ma quando le apre vede che non è azzurro.
-Cosa è successo?
-L’azzurro è da dividere con gli altri, non per prenderlo per noi stessi.
-Scusami.
-Non importa. Non volevi impadronirti.
-Perché sei così buono con me anche quando sbaglio?
-Gli errori non sono cattivi. Lo so che volevi farlo vedere a tua nonna.
-Come lo sai?
-Non è lei che ti dice la favole la sera?
-Sì,sì!
-Allora sai cosa devi fare adesso.
-Portarla vicino al mare?
-E’ l’unico modo per rivedere l’azzurro.
-Come sai che lo ha visto
-Non ha lo stesso tuo nome?
-Sì, ho preso il suo nome.
-Non l’hai preso…
-E’ come l’azzurro?
-Esattamente.
Lucilla guardò di nuovo il mare. Capì che la nonna era venuta nello stesso posto con il Drago. Era lei che le aveva parlato per la prima volta del Drago, la sua favola preferita. Era lei che aveva scelto di essere il Drago. E le favole della nonna erano la storia del Drago.
-Voglio svegliarmi.
-Apri gli occhi.
Lucilla si sveglia e allunga la mano.
-Sei qui?
-Accanto.
-Sei tu che hai aiutato la nonna?
-Sì.
-Perché non me lo hai detto prima?
-Chi crede nelle favole?
-Ma non è una favola! E’ la tua storia.
-La mia storia non esiste più. L’hanno cancellata.
-La scriveremo di nuovo.
-Chi ci crederà?
-Diremo che è una favola.
-Questo pensò pure tua nonna.
-Per questo è diventata scrittrice?
-Non c’era altra soluzione allora.
-E adesso?
-Ti piace la storia.
-Mi ha preparato la nonna.
-Solo così…
-Potrei scrivere la tua storia.
-Sì.
-Come hai resistito tanti anni senza storia?
-Ti attendevo nel mito.
-Davvero?
-Sono la memoria del futuro.
-E sono il futuro della memoria.







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