29039 - Il paradigma della Tracia

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Le prese di posizione dei seguaci del Re e di Venizelos riguardo la Tracia sono così problematiche a livello logico che è difficile per chiunque studiarle, senza innervosirsi all’inizio e senza trovarle completamente assurde poi. Non solo non hanno dato importanza a Costantinopoli ma non hanno aiutato nemmeno gli ANZAC, gli Inglesi e i Francesi, nel caso di Gallipoli nel 1915. Così la Tracia fu lasciata al suo destino anche nelle due Guerre Mondiali mentre precedentemente l’avevano smembrata i Trattati di Santo Stefano e Berlino nel 1878, ove la Grecia non svolse nessun ruolo, quindi che non lo rivendichino né i seguaci del Re, né i seguaci di Venizelos. Dopo la Catastrofe di Smirne nel 1922, seguirono i Trattati catastrofici di Losanna nel 1923 e Ankara nel 1930. E mentre alcuni vanno fieri per la Tracia Occidentale del 1920, hanno dimenticato completamente la Tracia Orientale. E, chiaramente, vediamo sempre che, nonostante ciascuno parlasse della liberazione, persino il Trattato di Sèvres non aveva incluso Costantinopoli, perché gli alleati videro esattamente cosa avvenne a Gallipoli e avevano i loro interessi. Inoltre, con l’occupazione bulgara dal 1941 fino al 1944, dove erano i seguaci del Re e di Venizelos e chi realmente liberò la Tracia occupata? Perché ci fu fuoriuscita della popolazione greca e colonizzazione della popolazione bulgara. Chi ha salvato dunque la Tracia?