Lucilla ed il Drago

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




C’era una volta una piccola bambina, ma così piccola che nessuno la notava. Si chiamava Lucilla, perché anche nel buio più oscuro risplendevano i suoi capelli. Ogni sera prima di dormire, diceva le sue preghiere per gli uomini. Non voleva che si venisse a sapere nel suo paese, altrimento l’avrebbero intimorita e le diceva in silenzio tra sé e sé.
In quel tempo, un Drago passava dalle sue parti. Aveva con sé delle lettere di ferro, per non dimenticare mai la sua tanto amata patria. Aveva ascoltato tante preghiere negli anni della catastrofe, ma non riuscì ad aiutare tutti i suoi cari. La resistenza fu vana, ma non chinò mai la testa e salvò quanti poté con tutta la grinta che aveva. Quando lo catturarono la belve, non riuscirono ad ucciderlo, perché non aveva ancora vissuto i suoi mille anni. Così un giorno con tanto sole, scappò.
Quella notte sentì la preghiera della piccola Lucilla. Aveva visto tante persone ma nessuno pregava per gli altri. Allora decise di andarla a trovare nel suo paese. Era facile, perché risplendeva in mezzo al buio. La guardò, ma lei non lo vedeva. Il Drago aveva il colore dell’invisibile da quando era fuggito dalla sua patria. Lo percepì e gridò.
-Chi è?
-Colui che ha sentito la tua preghiera.
-Siete un santo?
-Nella mia patria i santi sono arrivati dopo!
-Perché non vi vedo?
-Perché non ce n’è motivo.
-Con cosa assomigliate?
-Con cosa vuoi che assomigli?
-Con un Drago!
-Con un Drago?
-Così vi temono tutti quelli che fanno del male agli uomini.
-Non vuoi che assomigli ad un uomo?
-No!
-Ma perché?
-Come potrai proteggerci altrimenti.
-Hai ragione.
-Sarai il mio mostro.
-Come si dice, il mio uomo.
-Esattamente.
-Va bene, Lucilla cara.
-Come conoscete il mio nome?
-Non lo so, lo vedo.
-Sei strano.
-Ha importanza?
-No. E’ meglio. Così non ti vuole nessun altro.
-Rimarrò qui per te.
-Perché porti con te le lettere di ferro?
Il Drago cominciò a raccontarle le sue avventure e la piccola Lucilla si addormentò.
Per la prima volta era serena. Il Drago rimase in piedi di fianco a lei. Da allora nessuno l’avrebbe più infastidita. Aveva finalmente anche lui una luce in mezzo al buio. La piccola Lucilla era la candela accesa di un tempio inesistente che attendeva la prossima storia, affinché la gente si svegliasse. Quella gente avrebbe scritto le lettere di ferro che coservava il Drago di Lucilla.







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