Le lettere di ferro e il segreto del Drago

N. Lygeros

Traduzione: Lucia Santini




Lucilla si svegliò col sole e non si accorse dell’assenza del Drago. Lo percepiva solo quando ne aveva bisogno. Fece le faccende di casa, per mostrare che era grande, ma nessuno se ne accorse. Così tornò nella sua stanza e trovò le lettere di ferro. Gliele aveva lasciate il Drago, affinché non dimenticasse la sua storia. Cercò di sollevarle, ma erano troppo pesanti. Il Drago diceva che avevano il peso della memoria. Cercò di leggere cosa scrivessero, ma non ci riuscì. Erano strane come il Drago. Allora si ricordò di lui e lo chiamò.
-Drago?
-Si, Lucilla cara.
-Dove eri?
-Di fianco a te.
-Ma non ti percepivo.
-Perché non mi avevi bisogno…
-Quando non abbiamo bisogno degli altri, non li percepiamo?
-Così dicono.
-Chi? Gli uomimi?
-No, gli altri.
-E le lettere, cosa dicono?
-Il segreto.
-Quale segreto?
Il Drago non rispose. Prese le lettere di ferro e cominciò a scrivere. Lucilla guardava i movimenti invisibili e cercava di capire il suo pensiero e ascoltava l’opera del silenzio. Quando il Drago finì, il muro della stanza era pieno di impronte. Erano le tracce della storia, il segreto del Drago.
-Ma come le leggerò?
-Con le dita.
-Con le dita? Ma come è possibile?
-La sostanza è invisibile agli occhi.
Lucilla pose le sue mani sul muro. Così, percepì la carezza del Drago. Le arrivarono le lacrime agli occhi dalla gioia.
-Me ne scrivi ancora un pò?
-Appena avrai finito.
-Non voglio che finisca.
-Allora scriverò mentre tu leggi, così non finirà mai.
-Sì, così farai.
-Così farò.
In questo modo Lucilla veniva a conoscenza della luce del nero e dei dialoghi dimenticati.
Nessun altro conosceva il loro segreto. Ed anche quando la sera doveva spegnere la luce, Lucilla poteva leggere la strana scrittura.
Ogni giorno Lucilla leggeva sempre di più. Voleva sapere tutto sulle cose dimenticate. Voleva sapere sulle cose future. I mille anni del Drago avevano memorizzato il mondo degli uomini.
E Lucilla sapeva che d’ora in poi non era più sola. In passato, ci furono altre piccole bambine prese dalla solitudine. E ce ne saranno altre in futuro. Ma ora c’era il Drago. Lo guardò di nuovo nel buio mentre scriveva per lei. Ora lo vedeva perché conosceva il suo segreto. Gli toccò per la prima volta la mano che sollevava le lettere di ferro e cominciò a scrivere per il Drago della sua vita.







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