103 - Struttura, relazioni e singolarità

Ν. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Un modo per trattare un oggetto complesso è quello di caratterizzarlo tramite le sue singolarità, senza tuttavia escludere l’aspetto auto-referente di questo approccio poiché le singolarità sono considerate come tali unicamente in rapporto al loro vicinato (locale e globale); noi potremmo anche dire che una singolarità fuori contesto degenera dal punto di vista del significato. In questo quadro l’oggetto complesso è generato dalle singolarità e dalle loro relazioni.
Queste ultime costituiscono a priori una struttura indipendente dalle prime. La complessità dell’oggetto è dunque dovuta alle due identità.
Applicando questo modello all’Umanità contemporanea noi possiamo sottolineare da una parte che le singolarità sono più facilmente individuabili che in passato e dall’altra che la struttura che costituiscono le loro relazioni è in una fase inflazionistica.

In effetti questa struttura, che era per così dire inesistente fino alcuni secoli fa, che scaturiva dal tempo in maniera indeterministica o piuttosto direttamente legata alle catastrofi naturali e umane al punto che a volte caratterizziamo la sua apparizione di rinascita, la quale emerse poi nell’epoca industriale grazie alla tecnica e che fu di conseguenza ricreata sotto la minaccia nucleare, sta ora sviluppandosi attraverso la rete. Ciò che è più rilevante in questo fenomeno è che l’Umanità può coscientemente partecipare all’elaborazione di questa struttura. Questa nuova possibilità conduce l’Umanità a una riflessione ontologica.

La modalità operatoria delle singolarità è prima di tutto algoritmica. Sembra di primo acchito che noi calcoliamo in fretta quello che sappiamo ma l’esperienza ci mostra che a partire da una certa dimensione di problemi, è preferibile calcolare anziché memorizzare (cfr. i numeri primi). Per di più, e questo anche per oggetti di piccola dimensione ma allo stesso tempo complessi, è più interessante sapere risolvere da capo un metodo anziché ricordarsi i risultati. L’algoritmo contiene una informazione logica che scompare nello stock dei risultati. È per questa ragione che le singolarità dovranno riflettere sul nuovo utilizzo della memoria da parte del sistema di relazioni. In altri termini, la memoria è una parte di Umanità nella intelligenza.

Se consideriamo ora che il principio di ricapitolazione il quale è valido nel contesto di evoluzione biologica dell’uomo, può essere spostato nel contesto dell’evoluzione intellettuale dell’uomo – Dopo tutto, durante la sua vita intellettuale, l’uomo non ripercorre il cammino percorso dall’Umanità per scoprire un nuovo concetto, una nuova astrazione? – questa ipotesi ci conduce a pensare che la trasformazione della modalità funzionale delle singolarità, tenendo conto della struttura delle loro relazioni, da parte della sua parallelizzazione, costituirà una nuova classe nella gerarchia della complessità concettuale e aumenterà allo stesso tempo, ed in maniera decisiva, la complessità ontologica dell’entità dell’Umanità.