15792 - La tempesta del furore

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Dopo i terribili eventi di Costantinopoli e di Adrianupoli, Didimoticho era il bersaglio seguente.
La barbarie estinse ogni resistenza, perché temeva la continuità dell’insurrezione.
E colpiva quanto più fortemente potesse gli innocenti.
Voleva esempi di sottomissione.
Soltanto che il nostro popolo preferiva la morte.
Perché questa era la sua scelta.
Libertà o morte.
Nient’altro.
E quando la razzia cominciò i Cristiani non erano pronti ad accettare un colpo tanto brutale.
La ferita arrivò fino all’osso.
Caddero tante teste.
Ma nessuno si chinò.
L’invasione doveva essere assoluta.
Non volevano nessun prigioniero, solo morti.
Il clefti non poteva con la sua gente difendere tutti i punti della città.
Così scelse il castello, ed in particolare le torri.
Le condizioni erano avverse.
Il massacro non aveva fine, però aveva trovato un punto di resistenza.
E le nostre spade risplendettero.