15948 - Il più rigido inverno

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Le condizioni climatiche di Cipro anche quelle invernali non erano mai avverse.
Eppure quell’inverno del 1570 arrivò con rigidità.
Mai nessuno aveva visto a Famagosta tanto odio piombare sulla patria.
Eppure non si piegò nessuno.
E ognuno aveva il suo ruolo in questo contrattacco.
Condizioni avverse.
Dominazione dello spazio.
Ma il Tempo continuava.
I guerrieri attendevano rinforzi.
Questo aveva sempre in mente, quando guardava l’azzurro infinito.
Passarono le sedici navi.
Più in là di Creta e di Rodi.
Anche più lontano di Castelrosso.
Avevano a bordo milleseicento uomini con Governatore Marcantonio Querini ma anche con
suo figlio Gianantonio.
Purtroppo non sapevano che erano in missione segreta, visto che doveva unire tutte le forze
della Cristianità per affogare la barbarie.
Il 26 Gennaio del 1571 arrivarono a Famagosta.
E questo creò un cambiamento di fase.
Gli Ottomani non avevano calcolato questi rinforzi, visto che vedevano che la difesa del castello era ormai una causa persa.
Non avevano capito che erano le nuove Termopoli che preparavano la nuova Salamina.
Perché l’alta strategia era stata messa in atto.
Ed era questione di tempo il più grande contrattacco.
Eppure nel frattempo Famagosta doveva resistere con tutti i problemi che aveva
senza piegarsi.
Questo era lo scopo.
La difesa fino alla fine.
Affinché il Tempo diventasse un sacro alleato.
Quando arrivarono al castello esaminò attentamente in quale stato erano le
fortificazioni e come erano riuscite a resistere agli attacchi.
I bombardamenti avevano trasformato tanti luoghi di Famagosta in ruderi.
Eppure i vivi continuavano a rispettare i morti, e senza piangere per nessun lamento
funebre, piansero di gioia quando li videro.
Era la sua prima gioia condivisa a Cipro.