16530 - L’assedio del Tempo

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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L’assedio cominciò a Maggio del 1648.
Precedettero molte vicissitudini.
La barbarie dava l’impressione che nessuno potesse fermarla.
L’epoca della grande battaglia navale era passata da secoli.
Era soltanto un ricordo per la maggior parte della gente.
Rari erano coloro che non l’avevano dimenticata.
Non potevano immaginare.
E la fantasia aveva i suoi limiti.
Mentre la barbarie camminava a fianco con l’orrore.
La macchina del Tempo era cominciata.
Quattro anni prima.
Vicino a Rodi.
L’attacco dei sei era riuscito.
Invece erano dieci.
Il Sultano credette che erano responsabili i Veneziani, perché nel porto di Candia avevano trovato rifugio i cavalieri di Malta.
Ed era il loro battaglione con il comandante Sieur Gabriel de Bois-Brodant che riuscì ad attuare l’impensabile.
Come vendetta la barbarie conquistò pian piano tutta Creta.
Solo alcuni nodi erano rimasti liberi.
E anche quelli si erano trasformati in bersagli.
I barbari si erano accampati lontani dal porto solo di pochi chilometri.
E cominciarono gli attacchi a Luglio.
Ma invano.
Così i barbari decisero di ostacolare la fornitura di acqua potabile.
Distrussero l’acquedotto.
E assediarono la città affinché non ci fosse nessuna via d’uscita verso l’entroterra.
Candia aveva solo una via d’uscita.
Era quella del mare.
Le catene della schiavitù diventavano sempre più strette.
Gli assediati avevano bisogno di grandi soccorsi.
Nonostante fossero riusciti a resistere ed opporsi per sei mesi, la barbarie anche se aveva perso ventimila persone, non teneva in conto nulla.
Perché voleva impossessarsi di Candia.