17312 - Aerei inesistenti

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Il suo aereo era pronto.
La finestra era aperta.
Come se fosse dall’altra parte della stessa realtà.
L’aeroporto era noto.
In tutti questi anni si era evoluto.
Ma non era cambiata la familiarità.
Come se le macchine volanti fossero lì da sempre mentre Leonardo da Vinci aveva insegnato la sua innovazione.
La velocità della mano aveva stigmatizzato con i suoi disegni, i movimenti degli uccelli che da secoli chiamiamo, senza osare trasferirli nella umana realtà, volo.
Si domandava chiaramente perché un Olandese aveva deciso di stampare quest’opera del Maestro del Rinascimento.
Forse era per motivi impensabili.
Perché questo aveva percepito anni fa, quando vide per la prima volta i disegni dei suoi quaderni, ma in particolare quando vide: gli studi sul volo.
Il decollo non era più soltanto a livello di pensiero.
La realtà era anche fuori dalla finestra.
Tutto il sotto era come una carta geografica.
Come se la previsione fosse stata una profezia.
L’organizzazione degli uomini si vedeva meglio dall’alto.
Ma anche il suo rapporto con la natura.
Tutto ciò che era pensiero nel vecchio libro era diventato realtà.
Quando vedevi il futuro perché lo creavi non c’era bisogno di prevederlo.
Visto che il suo pensiero era la sua evoluzione.
La vita del Maestro non era cambiata, perché il concetto di strategia la giustificava.
Nuovi modelli mentali apparirono sulla terra.