17313 - il lago di Voltaire

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Volava di nuovo sul lago di Voltaire.
Azzurro rinchiuso dentro la terra.
Ma ai suoi bordi tutta l’operosità umana visto che era fonte di vita.
Scacchiera rotonda.
Nessun angolo solo bordo.
E più in là, il verde spezzettato con le coltivazioni che avevano cambiato perfino i boschi.
Alla fine anche la morte aveva tardato nonostante gli scritti del filosofo.
Ed il dizionario si era riempito con più voci di quanto avevano calcolato d’Alembert e Diderot.
Morte difficile.
O forse dura vita.
Il meglio della resistenza.
Al servizio degli uomini.
Ed in particolare dei poveri che nessun avvocato aveva voluto proteggere dall’ingiustizia della cosiddetta legalità.
Gli schemi dell’Enciclopedia non avevano solo una grande precisione, erano anche la trascrizione di tutte le conoscenze che liberavano gli uomini dall’oscurantismo e dalla violazione dei diritti che non esistevano ancora, per lo meno ufficialmente.
I Maestri non si erano fermati neppure un momento di scrivere riguardo al libro della natura.
E questa storia era iniziata prima di Galileo Galilei.
Perché Archimede non aspettava nessuno.
Conosceva già da prima il mito di Prometeo.
Ed una spada insignificante non aveva arrestato l’attività dell’opera diacronica.
Poi le reazioni si susseguirono a catena.
Perché non avevano concepito le ramificazioni nonostante Giordano Bruno parlasse di già per i mondi molteplici secoli prima.