17656 - Empatia consapevole

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Con la pura empatia cominciò la retroazione.
Non c’era più il conflitto fra il pensiero e il sapere.
Lo scopo era il nucleo ed esso era l’intelletto.
Questo concetto proibito per la società.
E così necessario per l’Umanità.
Eravamo già al di là dei problemi della scala Stanford-Binet, Raven, Cattell, Wechsler.
Erano solo arnesi.
L’opera che crea l’essere cominciò con Terman.
Le termiti vivevano.
E questo di per se era una innovazione.
Empatia consapevole.
Amore per l’Umanità.
Altruismo dell’intelletto.
Valori della vacuità.
Gli uomini inesistenti erano più di quanti credessero gli individui.
Il loro problema non era dunque la risoluzione.
Questo accadde sin dall’inizio.
Dalla sua morte quindi.
La classificazione era diversa.
Non era secondo una gerarchia convenzionale.
Non aveva senso.
Era in eccesso.
Con insiemi di ordine spaziale.
A causa della ramificazione.
E questo non si poteva misurare con i metodi classici.
Non aveva importanza.
Non era necessario dimostrare che vivevano.
Lo sapevano.
E gli altri l’avrebbero imparato dopo.
Ed anche se il dopo non era sufficiente sarebbero arrivati i posteri.
Ma visto che i predecessori erano incapaci.
Velocemente il concetto di mosaico acquisiva i suoi elementi.
Per natura, le analisi erano condannate.
Micro-locale, locale, totale.
Occorrevano altre illustrazioni.
E l’analisi frattale era solo il primo stadio.
I passi iniziali.
Non il salto.
Per questo la governativa era insufficiente per queste entità.
Senza ontologia.
Solo con la teleologia.
Senza presente.
Solo con il passsato e il futuro.
Erano i legami della teoria.
Semina e diaspora nel Tempo.