21317 - Il quadro generale in Oriente

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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In questo periodo parliamo molto dell’azione dei Curdi come campo di battaglia difensivo riguardo agli eventi in Oriente e non sorprende nessuno. Mentre se ci pensiamo razionalmente c’è un problema a causa della religione anche se la differenza tra il convenzionale e l’estremo è chiarissima. In realtà non calcoliamo mai il fattore armeno, il quale non è mai scomparso del tutto dopo gli eventi del genocidio dal 1894 fino al 1923. Così poiché i sopravvissuti e specialmente le donne che erano la più alta percententuale, ebbero relazioni anche con curdi, ne segue che ci sono discendenti che hanno radici sia curde e sia armene. E questi uomini li vediamo che seguono gli stessi schemi strategici che avevano anticamente i guerrieri armeni. Se dunque continuiamo questa conoscenza con i dati che abbiamo dagli eventi odierni, possiamo non solo seguire una continuità razionale ma anche esaminare elementi del futuro. In altre parole non dobbiamo bloccare l’elemento armeno solamente nella logica nazionale dell’Armenia odierna, altrimenti non possiamo capire cosa avviene e cosa potrà avvenire in futuro. L’esame di una carta del Regno della Piccola Armenia dal 1199 fino al 1357, è sufficiente per vedere gli schemi mentali strategici della zona. Poiché persino i nomi delle città testimoniano tipicamente ed indicativamente la presenza degli Armeni da molti secoli. Così il quadro generale in oriente si delinea anche con una conoscenza più ampia dell’Armenicità e non solo dell’Armenia come nazione. Inoltre il riferimento esclusivo ai Curdi è un modo per coprire una realtà che infastidisce solo come esistenza.