22573 - Schemi strategici della Campagna di Gallipoli

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Nonostante la Campagna di Gallipoli che aveva come bersaglio strategico Costantinopoli, non fu condotta dalla Grecia, la quale nonostante vedesse l’apparizione di un problema più grande già dal 1908 con la insurrezione dei neo-turchi, perché non era riuscita a superare le lotte interne, i suoi schemi strategici sono importanti anche per il futuro. La Francia e l’Inghilterra per rifornire la loro alleata la Russia, si rendono conto che devono prendere il controllo dello Stretto, perché la Turchia è ormai ufficialmente un nemico che ha scelto di contrapporsi all’Alleanza. Così si decise di occupare Costantinopoli senza l’alleanza della Grecia, la quale avrebbe cambiato i dati, visto che sarebbe stata di già una liberazione. Semplicemente l’Alleanza non ebbe paura. La Turchia aveva accettato di entrare in guerra con la Triplice Alleanza tenuto conto della promessa della Germania di darle territori nel Caucaso ma anche a nord-ovest della Persia. In altre parole vediamo che l’alta strategia tocca zone che non avevano elementi geostrategici ma topostrategici. Ed inoltre mentre c’era la Convenzione di Londra del 1841 che vietava alle navi da guerra di passare nello Stretto, la licenza che dette la Turchia alle navi tedesche, non solo permise loro di allontanarsi dall’Alleanza, ma diede lo stigma della continuità. In seguito la Turchia bombardò il porto russo di Odessa e si preparava inoltre a colpire pure l’Egitto britannico per impedirgli la via allo stretto di Suez e per impedirgli l’accesso alle sue colonie in India. Gli sforzi diplomatici degli inglesi erano inutili e lo sbarco divenne necessario per permettere alle navi dell’Alleanza di neutralizzare le mine marine.