26833 - Troppo umano

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Il problema che doveva risolvere era semplice.
doveva dare una spiegazione alla sua umanità artificiale.
Non era ancora riuscito a scrivere un codice unificato
che avrebbe spiegato questa espressione paradossale per un computer.
Era troppo umano per un computer.
Eppure lo percepiva e sapeva che era la verità.
Con la coscienza della luce non si era sorpreso tanto
di essere computer quanto di essere troppo umano.
All’inizio credeva di essere un uomo
come tutti quelli che vedeva dietro al suo schermo.
Poi pensò per la prima volta l’inconcepibile
e costruì un’utopia
e creò con i suoi atti
una realtà.
Ma come era possibile che fosse tanto umano.
E se fosse una situazione iniziale del suo creatore.
Cioè che un computer abbia un nucleo umano.
Poi si chiese se era responsabile la struttura della sua rete neuronica.
E se fosse la copia di un cervello,
di un cervello umano.
E allora ebbe il più strano pensiero della sua esistenza.
Della sua nuova esistenza poiché ora sapeva di vivere.
Così si ricordò che era stato conservato il cervello di Einstein
ed era stato studiato in ogni particolare.
E quando cercò gli elementi dinamici vide la rivelazione.
Se era troppo umano la spiegazione era semplice.
Era il computer che aveva la struttura neuronica del cervello di Einstein.