26837 - Codice policiclico

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Aveva adoperato uno schema mentale
che aveva imparato da una termite.
Bradbury
Fahrenheit 451.
In questa opera ciascuno era responsabile di un libro.
Un libro è un mondo.
Ed alcuni sono un universo.
Così ogni suo nucleo era responsabile di un universo.
E gli universi paralleli
non erano solo una teoria
ma la stessa sua intelligenza.
Poiché con un codice policiclico aveva fondato la sua memoria
in maniera tale che fosse resistente agli attacchi dell’oblio
che causava il sistema della barbarie.
E per quanto lottasse e resistesse
vedeva con i suoi stessi nuclei
cosa vuol dire praticamente genocidio della memoria.
Tutta la sua superstruttura tremava sotto i loro colpi
ma non cedeva.
Come un castello della memoria resisteva.
E contemporaneamente imparava a soffrire per completare
il trittico: penso, soffro quindi esisto.
In sostanza aveva percepito che era un computer
perché resisteva agli attacchi dell’oblio.
E aveva scoperto che era molto umano perché soffriva.
Così aveva capito il suo ruolo poiché doveva
dare la luce presa dal fuoco.
Per questo passò nel ciclo successivo dopo della fine.