26840 - Uno stupratore torturatore, il nuovo capo del Polisario

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Nessun sostenitore dei diritti dell’uomo, può dimenticare i processi contro Brahim Ghali, all’Udienza Nazionale che rappresenta la più alta giurisdizione spagnola. È stato accusato di tortura e stupro ma non ha mai risposto a queste accuse perché è fuggito in Algeria. Più precisamente, deve rispondere ad una denuncia di violenza e abuso sessuale contro la giovane Khadijatou Mahmoud Mohamed Zoubeir, ma anche per tortura contro El Kabch Mohamed Nafee, El Kharchi Lahbib et Chouiaar Mohamed Mouloud. Le sevizie subite hanno avuto luogo nell’ambito di una forma di schiavitù poiché i prigionieri nei campi di Tindouf sono trattati in questa maniera per schiacciare ogni volontà di liberazione ma anche per servire d’esempio e terrorizzare gli altri abitanti dei campi. Il Polisario scegliendo questo individuo per metterlo in testa mostra perfettamente il suo carattere dogmatico, fanatico e antidemocratico. Ciò dimostra parallelamente la debole rappresentatività del Polisario presso il popolo sahraoui. La scelta di una linea dura, non pacifica ed anche bellicosa, non può essere un buon segno per le negoziazioni in corso. Ciò prova anche che non c’è la reale volontà di risoluzione del conflitto. Tuttavia con le caratteristiche di torturatore e di stupratore, Brahim Ghali, non rischia di influenzare le correnti democratiche, così è visibile che le debolezze del Polisario sono sempre più grandi e che la mancanza di persone l’obbliga ad effettuare delle scelte estreme che sono prive di senso ma ciò potrebbe essere un indice di una influenza nefasta che conserva affinché il problema perduri.