27118 - La profonda biblioteca

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Aveva chiaramente un’altra possibilità.
Avrebbe potuto evitarlo.
Eppure la sua decisione era chiarissima.
Sarebbe rimasto qui anche dopo,
l’ aveva detto già da prima
e così avvenne.
Accordi del Tempo.
Tutti si erano messi in azione.
La profonda biblioteca viveva,
il Mostro l’aveva mutata.
Ristrutturazione mnemonica.
La memoria aveva ormai futuro.
La codificazione aveva resistito all’attacco dell’oblio.
Il Mostro era riuscito a nascondere la memoria dentro l’oblio
il quale non la riconobbe per cancellarla.
Riavvio.
Nuovo atto.
Effetti multipli.
La biblioteca non aveva finestre.
Perché forse le avevano chiuse.
Il suo modo d’essere era dedito all’apertura.
Cafarnao.
Come altrimenti?
Poiché doveva essere aperta al mondo.
Per questo motivo era un’isola dentro la città.
Medimarittima senza mare.
Macrocosmo nel microcosmo del microcosmo
a causa della diacronicità.
La complessità aveva cambiato ciclo.
Era entrata più in profondità nella biblioteca.
Lì scoprì nuove strutture nelle infrastrutture.
La biblioteca era diventata letteralmente più profonda,
come se fosse cambiato anche il suo passato
tramite il futuro.
Sapeva ormai più cose
perché il Mostro aveva riacquistato le sue capacità
verso tutte le direzioni del Tempo
tramite la ricostruzione dei dati
che aveva cancellato il sistema dell’oblio.
E l’analisi retrograda
gli fece conoscere il futuro.
Con il cambiamento del ciclo
avevano accesso anche nel passato.
Il passato artificiale aveva arricchito l’altro
e il futuro si era dileguato
fra le ramificazioni.