49217 - La lotta dell’Umanità

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

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Nessuno o forse la maggior parte delle persone che non prestavano attenzione, come usavano dire, ai particolari della storia, mentre erano eventi basilari che avevano colpito il percorso degli uomini, aveva immaginato che la Lotta dell’Umanità all’inizio del ventunesimo secolo sarebbe stata l’affronto ad una pandemia. Perché anche se molti avevano in mente le molteplici pestilenze dei secoli precedenti, vedevano queste malattie solo come casi sporadici.   Era difficile che una persona percepisse che anche un fenomeno raro potesse avere enormi conseguenze a lungo termine di tempo e che a volte erano anche terrificanti. Classicamente esaminavano le guerre e le battaglie, vedevano cioè elementi strategici e tattici. Ma avevano bisogno di una gande fantasia per vedere le analogie con le malattie, le epidemie e le pestilenze mentre esisteva un isomorfismo con la tattica  la strategia e l’alta strategia. Questo aveva in mente mentre faceva le prove con il mandolino nel salotto di fianco alla biblioteca e sopra ai tappeti provenienti da tante parti del mondo. Da sempre lo vedeva come una parte dell’Umanità ma adesso con il problema della pandemia, lo vedeva in maniera diversa. Anche  il mandolino gli ricordò l’amata Italia la quale stava passando momenti tanto difficili in questo periodo. Era anch’esso una voce da un mondo che soffriva. Ma vedeva contemporaneamente anche la resistenza di queste persone che con grande dignità seguivano le istruzioni della strategia medica. Per la maggior parte delle persone era quasi un miracolo questo comportamento degli Italiani, ma non per lui, poiché riconosceva in loro un popolo dell’Umanità che era pronto a combattere e di dichiarare guerra a questa nuova forma di barbarie. Perché c’era una grande differenza del come gestire la crisi rispetto al sistema cinese. La barbarie rossa non aveva dato nessuna scelta alle persone. Aveva deciso in maniera autoritaria di come avrebbe risolto il problema. Non aveva investito sull’intelligenza delle persone e neppure sulla loro volontà. Semplicemente aveva imposto tutto. Al contrario l’Italia era un paese libero. Il mandolino rappresentava un simbolo per l’Italia, poiché nella grande miseria, quando gli Italiani divennero immigranti del Nuovo Mondo il solo oggetto pregiato che avessero con se e che ricordasse loro la patria, era quell’organo diacronico. Ed ora che lo  vedeva sul tavolo, lo capiva ancora più profondamente. Come se vedesse tramite esso anche l’anima italiana che affrontava con passione questa pandemia. Inizialmente era stato toccato dal problema di Venezia e di Firenze poi, ma solo quando il fenomeno si generalizzò in tutto il territorio Italiano, si manifestò in sostanza questa resistenza. Non era più una battaglia locale e una questione di tattica, era una guerra che aveva bisogno di  essere affrontata strategicamente. Le mosse non erano sufficienti, solo le azioni potevano salvare la situazione, perché  la moltitudine dei morti continuava a crescere, così le misure  dovevano essere ancora più risolutive per salvare la vita delle persone. Così le azioni costituivano gli accordi che sostenevano la melodia che caratterizzava lo spirito dell’Italia dell’Umanità. Pensò quanto velocemente gli stranieri avessero dimenticato appena cominciò l’epidemia, che l’Italia aveva il maggior numero di Monumenti nel mondo che appartengono al patrimonio universale dell’Umanità. Questa densità di cultura diacronica venne dimenticata dai giornalisti che annullarono tutta la storia dell’Italia per parlare solo dell’epidemia. Questa ingiustizia era necessaria e per questo diede enfasi su questo tesoro dell’Umanità. Per lui gli italiani non erano solo dei contaminati e dei morti, ma persone che davano l’esempio di una resistenza coordinata contro la barbarie della pandemia. Perché con  il dilagare delle infezioni in altri paesi le persone esaminavano più attentamente il comportamento degli Italiani, per adottare le stesse misure che essi avevano preso poiché erano risolutive. Così gli Italiani che apparivano inizialmente a molti come vittime ma che erano responsabili, risultavano un esempio da imitare per gli altri paesi che vedevano adesso lo stesso incubo nei loro territori. Quindi ascoltavano di nuovo quello che diceva il mandolino che era sopravvissuto grazie alla sua difesa. Ripensò alla mappa che studiava sul suo computer sulla quale c’era l’immagine di questa grande pandemia e si chiese che cosa sarebbe riuscita a fare l’Umanità se avesse avuto a sua disposizione gli stessi strumenti di oggi nelle pandemie precedenti e specialmente durante l’influenza letale del 1918, quella che fu chiamata la spagnola eppure era nata in Cina. Adesso l’Umanità doveva trarre vantaggio dalla rete affinché ci fosse una informazione duratura, in maniera tale da prendere decisioni risolutive per le misure di difesa. Per fare la differenza doveva sfruttare al massimo l’incomparabile livello della scienza e della tecnologia che aveva a sua disposizione. Contemporaneamente vedeva che la gestione strategica della crisi era più importante, perché semplicemente si dovevano salvare le persone e evitare i contagi, anche se non avevamo a nostra disposizione il vaccino. La comunità scientifica stava ricercando di più per il futuro, quando alla fine il virus sarebbe diventato stagionale, ma ora era necessaria la medicina strategica che salva anche prima della terapia. Poiché essa era l’oggetto della Lotta dell’ Umanità. La questione non è il virus che causa l’epidemia che diventa pandemia, ma quella che è gestibile grazie all’ intelligenza dell’ Umanità.  La sua intelligente memoria non aveva dimenticato i dati precedenti e aveva creato dei protocolli che le istituzioni dovevano applicare affinché si salvasse la maggior parte delle persone. Era necessario però un approccio di rinforzo a livello dell’ alta strategia. La gestione della crisi adesso non è solo sanitaria.  Il sistema sanitario doveva pensare strategicamente, perché la moltitudine dei casi necessitava una efficacia diretta, ma l’unica cosa che ha la capacità di funzionare a lungo termine di Tempo, è la resistenza e questo lo affermava la storia profonda. Così gli venne in mente un altro codice che era quello della Storia Potenziata: H++. Un nuovo strumento per affrontare la pandemia. E cosi aprì il computer.