7196 - Prospettiva cavaliera

N. Lygeros
Traduzione: Lucia Santini

  • Post Category:Articles

Eric aspettava nella assonometria cavaliera. Era al suo posto come previsto. Era dunque lui l’ombra iniziale…
Tutto riprendeva un nuovo senso mentre tutto si svolgeva nello stesso luogo.
Viaggio temporale. Mostra temporanea.
Nel rifugio, le pareti erano ricoperte di colori. Molti quadri mostravano le immagini del passato o più esattamente le memorie scelte dal pittore per non essere dimenticate dall’Umanità. Fuori , un tavolo era pronto. Il pranzo era servito… Un pranzo del Medio Evo.
Come nella commanderia… strano e familiare.
In più, il camino era acceso.
Un cambiamento si era verificato.
Si installarono secondo il codice. La discussione cominciò subito dopo questo gesto di ospitalità.
Attivazione del pensiero dell’Umanità.
I commensali appartenevano a differenti frammenti del tempo. Erano come le sette lingue. Utilizzarono la tovaglia della tavola per disegnare i nuovi schemi mentali della varietà per spiegare in maniera olistica il punto di vista dell’assonometria cavaliera. Non c’era un punto di fuga. Come le immagini dei quadri della memoria.
I combattenti non sceglievano la complessità dei diagrammi del maestro. Occorreva loro del tempo per assimilarli e per poter applicarli.
Ragionamento non uniforme.
Nuovo cambiamento di fase.
Choc mentale.
L’impatto fu violento. Così tutto ciò non era più semplicemente una idea ma un vero piano di battaglia capace di ostacolare le insidie di una operazione martello.
Conscevano bene il flagello delle armi ma non questa operazione, così dopo un momento di sorpresa, si rimisero a scrivere dei segni sulla tovaglia. Solo che la tovaglia era anch’essa una scheda elettronica. In questo modo, codificavano ogni loro legame sinaptico per realizzare l’unità multipla ed accostarsi al problema del nemico nella sua globalità.
Problema delle otto regine.
Si alzarono dalla tavola e si avvicinarono al camino. Il fuoco aveva l’arte di placare gli uomini quando era giusto così. Non era più un arma da guerra ma di civilizzazione. Vi si posero intorno, come nel tempo.
Era il momento dell’ armagnac.
La spartizione del calore del tempo.
Ognuno di loro prese un bicchiere in mano come se tenesse un destriero.
Sollevarono i loro bicchieri.
Il giuramento dei Servitori dell’Umanità.
Il fuoco del camino si ravvivò.
Il gruppo dei combattenti era ormai pronto. Così il rifugio divenne il luogo del tempo. Improvvisamente i quadri si trasformarono in oggetti vietati da parte della società dell’oblio e dell’indifferenza, si mutarono in libri grazie all’ insegnamento del maestro.
I libri sarebbero stati dunque le loro armi le più potenti di fronte a una barbarie che voleva distruggere tutto da secoli.
I libri contenevano gli stivali del passato. Erano più efficaci delle spade per chi sapeva leggerli e decifrare il loro segreto temporale. Non era abbastanza per contrastare. Occorreva anche conoscere le finte. Era la sola maniera per trasformare gli attacchi semplici come il colpo diritto, le « coupez » et le «dégagez » in attacchi composti.
Sentimento di ferro.
Il ritmo, la pressione e l’oppressione per gli attacchi di ferro.
L’opposizione, il legame, l’avvolgimento e il crociato per i manici di ferro.
I libri avevano delle tecniche analoghe.
Questo era lo schema mentale del maestro d’armi.